Scuola Internazionale delle Arti, della Lingua e della Cultura Italiana

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Codice Atlantico

Dodici tavole autografe di Leonardo in arrivo a Firenze: non si fermano le celebrazioni del cinquecentenario di una delle menti più geniali dell’intera storia dell’umanità, che a partire da venerdì 29 marzo proseguono con l’esposizione nella Sala dei Gigli di Palazzo Vecchio del Codice Atlantico, in prestito per la prima volta dalla Biblioteca Ambrosiana di Milano.

Dopo quella del Codice Leicester agli Uffizi, che ha inaugurato l’anno leonardiano, è la volta di un’altra imperdibile mostra: “Leonardo da Vinci e Firenze. Fogli scelti dal Codice Atlantico”. L’esposizione, in corso fino al 24 giugno, è curata da Cristina Acidini, presidente dell'Accademia delle Arti del Disegno di Firenze e mette al centro proprio il capoluogo toscano, città in cui Leonardo si è formato giovanissimo, da cui ha tratto ispirazione e che non ha mai realmente dimenticato.

“Firenze con Leonardo e Leonardo con Firenze”, questo il filo rosso che accompagna il visitatore alla scoperta delle dodici tavole estratte dal “Codex Atlanticus”, la più vasta raccolta di disegni e scritti di Leonardo da Vinci. Un legame profondo e indissolubile tra un uomo, la sua mente geniale e la città che lo ispirò. Chiude il percorso espositivo il dipinto “Il busto del Redentore” proveniente dalla Pinacoteca Ambrosiana e attribuito al Salaino, uno degli assistenti più fedeli di Leonardo.

Il Codice Atlantico è di una vastità impressionante: dall’architettura alla medicina; dalla meccanica all’astronomia; dall’arte all’anatomia; dall’idraulica all’urbanistica, Leonardo riusciva a muoversi con disinvoltura da un campo all’altro, precorrendo i tempi con intuito e genialità senza pari. Alla fine del Cinquecento Pompeo Leoni, scultore, recuperò un numero consistente di carte autografe e le riunì in questa imponente opera. Una curiosità? L’attributo “atlantico” proviene dal fatto che annotazioni e disegni vennero confezionati utilizzando pagine di supporto orignariamente destinate agli atlanti geografici.

Sempre in occasione dell’anno leonardiano, Palazzo Strozzi e il Museo del Bargello dal 9 marzo ospitano la prima grande retrospettiva mai dedicata a Verrocchio, che di Leonardo fu maestro: dipinti, sculture e disegni per un totale di più di 120 pezzi, provenienti dai musei più prestigiosi al mondo come il Louvre, il Metropolitan di New York, il londinese Victoria & Albert Museum e Rijksmuseum di Amsterdam. Si tratta di uno degli eventi di punta dell’anno leonardiano, sotto la supervisione di due tra i maggiori esperti dell’arte del Quattrocento, Francesco Caglioti e Andrea De Marchi.

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