Scuola internazionale delle Arti e della Cultura italiana

frank lloyd wright Come ben saprete la nostra Accademia si trova nella prestigiosa sede di Palazzo Niccolini, in via Cavour, su di un asse che idealmente collega piazza del Duomo a piazza San Marco. Eppure, forse non tutti sanno che proprio da piazza San Marco il 19 settembre 1890 venne inaugurata la prima linea tramviaria elettrica d’Italia, che collegava Firenze a Fiesole. E proprio lungo quella strada, venti anni più tardi, soggiornò uno degli architetti più geniali e straordinari dell’epoca moderna: Frank Lloyd Wright.


Quello fiesolano fu un vero e proprio esilio volontario: il visionario architetto statunitense, esasperato a causa di un matrimonio fallito e inadatto alla vita familiare, approfittò dell’invito in Europa dell’editore tedesco Wasmuth per curare la pubblicazione di un volume illustrato sulle sue opere, la prima grande raccolta dedicata ai suoi lavori, e nel 1909 abbandonò gli Stati Uniti per recarsi a Berlino.

Spinto dall’inquietudine, Wright si mise in viaggio per l’Italia, fino a raggiungere Firenze, di cui si innamorò perdutamente: “Nell’antica Fiesole, alta sopra la più romantica delle città, Firenze, in una piccola villa color crema di via Verdi, il ribelle. Quanti spiriti in cerca di sollievo da reali o immaginarie afflizioni domestiche non hanno trovato rifugio sui versanti dei colli fiesolani!” scriverà nella sua autobiografia.

Durante il periodo toscano, Wright si occupò di produrre un saggio introduttivo alla “Ausgeführte Bauten und Entwürfe von Frank Lloyd Wright”, la raccolta dedicata alle sue opere e di realizzare, con l’aiuto del figlio maggiore e dell’illustratore Taylor Wooley, cento tavole in cui presenta i suoi lavori.

Ma non è tutto. Non è da escludere, infatti, che il soggiorno al Villino Belvedere di Fiesole, in cui Wright dimorò sino al 1910, sia stato d’ispirazione per i lavori futuri di quello che – qualche decade più tardi – sarà universalmente riconosciuto come il migliore architetto americano di tutti i tempi. La vista mozzafiato che abbraccia l’intera Firenze e le piccole villette che emergono dalle fronde sui colli fiesolani potrebbero aver infatti suscitato in Wright l’innovativa intuizione dell’armonia tra uomo, architettura e natura, che negli anni a seguire svilupperà più concretamente nell’architettura organica: l’utilizzo pionieristico degli spazi architettonici come parte di un unico ecosistema che comprende l’ambiente e l’uomo che lo abita, di cui la celeberrima Casa Kaufmann è l’esempio perfetto.

Che abitiate qui solo per qualche mese o che scegliate di trasferirvi a Firenze stabilmente, sappiatelo, nessuno è immune da quel fascino e da quella poesia che hanno ispirato le più grandi menti della storia. Parola di Frank Lloyd Wright!