Accademia Europea di Firenze

Il luogo migliore per studiare la lingua, la cultura e l'arte italiana a Firenze

L’Accademia Europea di Firenze è una Scuola Internazionale delle Arti, della Lingua e della Cultura italiana. Fondata nel 2005 come Scuola di italiano per stranieri, ha nel tempo ampliato la sua offerta all'arte e alla cultura italiana, alla musica e alla danza.
L’AEF offre anche Certificate Programs in Voice & Opera, Drawing & Painting e Dance, e un Certificate Program di Lingua e cultura italiana, Study Abroad Programs in collaborazione con prestigiose Università americane, Summer e Winter Programs e Joint Academic Programs realizzati con istituzioni universitarie di tutto il mondo. L’approccio esperienziale e la qualità dei docenti fanno di questa scuola, fortemente radicata nella storia e nella cultura italiana ma dotata di standard accademici europei, un ambiente internazionale nella città del Rinascimento e della bellezza diffusa.

Festa da Toscana 2020

Il 30 novembre è un giorno particolare per la storia della regione, ma dobbiamo fare un salto indietro nel tempo per capire il motivo, fino al 30 novembre del 1786. Fu infatti in quella data che la Toscana adottò un nuovo codice penale in cui, per la prima volta al mondo, si decretava l'abolizione della pena di morte.

Per questo tutti gli anni si celebra la Festa della Toscana: un’occasione non solo per ricordare un momento storico di straordinaria importanza ma anche per riaffermare l'impegno per i diritti umani, la pace e la giustizia, come valori ed elementi costitutivi dell'identità della Regione.
Se il Granducato di Toscana si è guadagnato questo primato e può vantarsi di essere il primo Stato al mondo senza pena di morte è grazie alla lungimiranza del granduca Pietro Leopoldo d'Asburgo Lorena.
L'illuminato granduca si affidò alla collaborazione del giurista fiorentino Pompeo Neri per la preparazione del nuovo codice penale toscano, che, oltre ad abolire la pena capitale sostituendola con i pubblici lavori a vita, cancellava anche la possibilità di ricorrere alla tortura. Il codice scriveva così un nuovo capitolo nella storia dell'ordinamento penale europeo e mondiale.
Un’altra figura di rilievo in questa storia è quella del giurista milanese Cesare Beccaria che si era espresso contro la pena capitale nel pamphlet 'Dei delitti e delle pene'. L’opera, edita a Livorno nel 1764, venne apprezzata ma fu anche molto discussa, tanto da finire, due anni dopo la sua pubblicazione, nell'Indice dei libri proibiti.
Beccaria dovrà aspettare altri 20 anni e il Granduca Leopoldo per vedere coronato il suo sogno, come aveva scritto in calce alla sua opera "Se dimostrerò non essere la pena di morte né utile, né necessaria, avrò vinto la causa dell'umanità".