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Le sfide che mi hanno aiutata a crescere come studentessa dell'AEF

Quando sono arrivata a Firenze, pensavo che imparare l'italiano sarebbe stata la mia sfida più grande. Sapevo che avrei dovuto imparare nuove regole grammaticali, memorizzare il vocabolario e acquisire la sicurezza necessaria per parlare. Quello che non mi aspettavo era quanto questa esperienza mi avrebbe messa alla prova anche dal punto di vista personale. Le lezioni più importanti, infatti, non hanno riguardato soltanto l'apprendimento di una lingua, ma anche il diventare una persona più sicura di sé, più indipendente e più aperta alle nuove esperienze.

La barriera linguistica è stata la prima difficoltà evidente che ho dovuto affrontare. In classe potevo prendermi il tempo necessario per riflettere prima di rispondere, ma nella vita quotidiana tutto era molto meno prevedibile. Che stessi ordinando da bere, chiedendo indicazioni o parlando con i commessi dei negozi, avevo spesso paura di commettere errori. All'inizio ero così concentrata sul dire tutto in modo perfetto che a volte dimenticavo che il vero obiettivo era semplicemente comunicare.

Una delle sfide che mi ha sorpresa di più è stata la sensazione di non riuscire a esprimere pienamente la mia personalità in italiano. A Londra riesco facilmente a raccontare storie, fare battute e partecipare alle conversazioni senza pensarci due volte. Qui, invece, a volte mi sono sentita una versione più silenziosa di me stessa, perché non ho ancora il vocabolario necessario per esprimere i miei pensieri nel modo in cui vorrei. È frustrante, ma è anche diventata una delle motivazioni più forti per continuare a esercitarmi. Poco alla volta, le conversazioni stanno diventando più semplici e sto iniziando a riconoscere sempre di più la mia personalità nell'italiano che parlo.

Come molti altri studenti che studiano all'estero, anche io ho vissuto momenti di nostalgia di casa. Trasferirsi in un altro Paese significa lasciare alle spalle le proprie abitudini, la famiglia e gli amici. Ogni volta che questi momenti diventavano difficili, cercavo di esplorare un posto nuovo e di parlare con persone nuove. Un pomeriggio sono andata a Fiesole e mi sono fermata ad ammirare Firenze dall'alto della collina. Riflettendo davanti a quel panorama, mi sono resa conto di quanto fossi fortunata a vivere e studiare in un luogo così straordinario. Esperienze come questa mi ricordano perché ho scelto di studiare all'estero e mi incoraggiano a cogliere ogni opportunità.

Man mano che la mia sicurezza cresce, mi ritrovo a dire "sì" a esperienze che un tempo avrei trovato intimidatorie. I weekend a Genova e Torino, per esempio, sono diventati occasioni per mettere in pratica il mio italiano anche fuori da Firenze. Comprare i biglietti del treno, orientarmi in strade sconosciute e chiedere informazioni sono diventati parte del processo di apprendimento. Ogni interazione riuscita, anche la più piccola, mi aiuta a rendermi conto di quanti progressi sto facendo.

Ho anche scoperto che alcuni dei momenti migliori per imparare una lingua arrivano quando non si sta cercando attivamente di studiare. Visitare musei come il Museo Ferragamo, passeggiare tra i mercati locali, godersi lunghi pranzi e chiacchierare davanti a un caffè mi hanno permesso di vivere l'italiano nel suo ambiente naturale. Perfino guardare una partita dei Mondiali circondata da tifosi appassionati mi ha ricordato che una lingua non riguarda solo la grammatica, ma soprattutto il condividere momenti con gli altri e sentirsi parte di una comunità.

Una delle lezioni più importanti che ho imparato all'AEF è che i progressi non si misurano parlando perfettamente. Alcuni giorni esco da lezione sentendomi sicura di me, mentre altri continuo a confondere parole che conosco da settimane. Ho capito che entrambi questi tipi di giornate sono fondamentali. Ogni errore rappresenta un passo in più verso il diventare una persona che comunica meglio, e ogni conversazione contribuisce a costruire la fiducia in sé stessi.

Studiare all'AEF mi ha insegnato molto più dell'italiano. Mi ha dimostrato che la crescita personale nasce spesso proprio dai momenti che sembrano più difficili. Anche se continuo a imparare ogni giorno, oggi affronto queste sfide con molta più sicurezza rispetto a quando sono arrivata. Per questo sono certa che continueranno ad aiutarmi a crescere anche molto tempo dopo la fine della mia esperienza a Firenze.

I MOMENTI PIÙ BELLI DELLA SETTIMANA

Piatto preferito: Trofie al pesto alla genovese con fagiolini da Ugo, a Genova

Luogo preferito: Fiesole

Nuova espressione imparata: ‘Guardare con la coda dell'occhio’

Alla prossima,

Baci e abbracci

Charlotte Young