Quando sono sceso dall’aereo a Firenze, non sapevo bene cosa aspettarmi. Trasferirsi in una nuova città è sempre un misto di emozione e nervosismo, ma fin dal primo momento Firenze e l’AEF mi hanno fatto sentire a casa. Nel mio appartamento in Borgo la Croce c’era già qualcuno ad aspettarmi per farmi entrare. Niente ritardi, niente stress, solo un caloroso benvenuto in una città di cui mi sarei presto innamorato.
Un caloroso benvenuto a scuola
Il primo giorno di scuola è iniziato con l’orientamento. Appena entrato nell’edificio, sono stato accolto con sorrisi e una sensazione di sincera attenzione. Lo staff si è preso il tempo di spiegare gli aspetti fondamentali: come funziona la scuola, come ambientarsi a Firenze e come vivere al meglio l’esperienza. Non erano solo informazioni pratiche; era la rassicurazione di non essere solo in questo percorso.
Le nostre prime lezioni sono state un mix di grammatica e conversazione. Ci hanno fornito materiali di supporto, ma ciò che mi ha colpito di più è stato quanto fossero interattive le lezioni. Invece di restare seduti in silenzio, siamo stati incoraggiati a parlare fin da subito. All’inizio era intimidatorio, ma essere circondato da studenti provenienti da tutto il mondo —Sud America, Africa, Europa e oltre— lo ha reso entusiasmante. Ogni accento, ogni errore, ogni risata facevano parte del processo di apprendimento.
Quella sera la scuola ha organizzato un aperitivo, una tradizione italiana amatissima fatta di drink e stuzzichini prima di cena. Eravamo circa quindici in un bar locale, a condividere Aperol spritz e storie provenienti dai nostri diversi Paesi. L’atmosfera era vivace e accogliente, e presto abbiamo iniziato a fare progetti per esplorare la città insieme. Più tardi, un gruppo di noi è andato in una pizzeria consigliata dallo staff, dove tra chiacchiere e pizze la serata si è allungata fino a tardi. Era solo il primo giorno, ma già mi sembrava di aver trovato la mia gente.
La vita a Firenze
Vivendo a Sant’Ambrogio, mi sono reso conto subito di essere in uno dei quartieri più autentici della città. Le strade sono piene di mercati, caffè e angoli nascosti dove si ritrovano i fiorentini. Dietro l’angolo ho scoperto un piccolo bar dove potevo esercitare il mio italiano con i locali, qualcosa di molto più prezioso di qualsiasi libro. La scelta abitativa dell’AEF mi ha collocato proprio nel cuore di Firenze, e in pochi giorni il quartiere mi è già sembrato casa.
Una delle cose che apprezzo di più dell’AEF è che l’apprendimento non si ferma alla porta dell’aula. Nella mia prima settimana ho partecipato a una degustazione di vini organizzata dalla scuola. Abbiamo iniziato in Piazza della Signoria, dove ci è stata fatta una breve introduzione alla storia di Firenze e dei suoi grandi artisti. Poi abbiamo camminato insieme fino a un’enoteca nascosta nel centro. Calice dopo calice, abbiamo imparato non solo sui vini toscani, ma anche sulle tradizioni che li rendono così speciali. Accompagnati da salumi e formaggi locali, la serata è stata tanto educativa quanto deliziosa.
Alla fine della prima settimana sono rimasto colpito da quanto rapidamente Firenze fosse diventata familiare. Le lezioni all’AEF erano coinvolgenti, gli insegnanti disponibili e l’ambiente stimolante. Ogni giornata volava via, segno di quanto stessi apprezzando il percorso. Fuori dalle aule, le attività extracurricolari offrivano continue occasioni per socializzare. Che fosse un aperitivo, una serata a ballare o una cena tranquilla con nuovi amici, non mi sono mai sentito un estraneo.
È difficile credere a quante cose siano successe in una sola settimana. Sono arrivato a Firenze con la speranza di migliorare il mio italiano, ma vedo già che l’AEF offre molto di più: una comunità, un’esperienza culturale e la possibilità di sentirmi veramente connesso a questa splendida città. Se i primi giorni sono indicativi, i prossimi mesi saranno indimenticabili.
