Questa settimana, proprio fuori dall’Accademia Europea di Firenze, in Via Cavour, qualcosa di inaspettato ha catturato la nostra attenzione. Un piccolo tavolo. Una macchina da scrivere. E un’idea semplice: sedersi, parlare… e ricevere una poesia.
Nel cuore di Firenze, dove l’arte è ovunque, questo momento sembrava diverso, più silenzioso, più personale. Le persone si fermavano, si sedevano per un attimo, condividevano qualche parola… e le vedevano prendere vita sulla carta.
Naturalmente, non abbiamo potuto resistere. Ci siamo seduti, abbiamo parlato e ascoltato il ritmo dei tasti mentre la nostra poesia prendeva forma in tempo reale: una riflessione su Firenze, sulla comunità e su cosa significhi vivere davvero questa città.
Ecco la poesia che abbiamo ricevuto:
Accademia Europea di Firenze: Siamo qui in Via Cavour, sotto i cieli azzurri di Firenze, raccogliendo colori e calore per la giornata: osserviamo i passanti, incuriositi dai suoni, chiedendosi quali parole possano cadere sulla mia pagina. Scrivo ora di unione, dell’essere parte di questa grande comunità fiorentina: una città che ti accoglie, ti apre le sue arti e ti guida lungo il giorno. Queste persone, con il loro fascino, si prendono cura di te e si fermano sempre per iniziare una conversazione. A Firenze ci ricordiamo di tutte le grandi virtù, dei momenti silenziosi di introspezione davanti alle più grandi opere mai donate all’umanità; delle notti vivaci e pulsanti della città. Assorbilo. Vieni qui e impara. Queste radici sono solide, questi germogli verdi, questi fiori in piena fioritura aspettano solo te, con le tue ali, per avvicinarti e nutrirti del loro nettare dorato. Vieni a imparare. Vieni a vivere — l’Accademia ha sempre le sue porte aperte per te. Devi solo attraversarle.
https://www.instagram.com/p/DXuKG_VCNZt/
Grazie a Fraser Logan (@typingforstrangers)
