Ci sono luoghi che visiti, e luoghi che diventano parte di te. Per me, l’Accademia Europea di Firenze (AEF) è diventata molto rapidamente il secondo tipo. Quando sono arrivata a Firenze, mi aspettavo di imparare l’italiano, conoscere la città e forse fare qualche nuova amicizia. Non mi aspettavo, invece, di ritrovarmi immersa in una comunità in continuo cambiamento, intergenerazionale, che sembrava più una famiglia che una scuola.
Una delle caratteristiche più uniche dell’AEF è il ritmo creato dai corsi mensili. Ogni mese arrivano e partono nuove persone, portando con sé un mix sempre diverso di culture, lingue, età ed esperienze. Alcuni mesi sono pieni di studenti universitari; altri sono un intreccio vivace di giovani professionisti, artisti, pensionati e chiunque desideri imparare.
Questo mese il mio gruppo era composto soprattutto da persone adulte e più mature studenti provenienti da Messico, Olanda, Russia, Francia e molti altri Paesi. E, sinceramente, è stato uno dei miei mesi preferiti.
Le amicizie sono nate in modo sorprendentemente naturale, nonostante le differenze di età o provenienza. Molti pomeriggi finivano con lo stesso messaggio nel nostro gruppo WhatsApp: “Aperitivo stasera?” E immancabilmente un piccolo gruppo si ritrovava in un bar vicino a Santa Croce, dove lo spritz era forte e le conversazioni ancora di più. Almeno una volta a settimana uscivamo a cena, condividendo risate, storie e piatti tipici toscani che nessun libro di testo potrebbe spiegare così bene.
Le persone incontrate all’AEF erano incredibilmente gentili, aperte e solidali. Alcune facevano una pausa da carriere impegnative; altre erano pensionate e finalmente seguivano passioni messe da parte per anni. Eppure, in poche settimane, abbiamo creato legami profondi—e sinceri.
La mia esperienza è stata arricchita anche dalle attività culturali e artistiche della scuola. Abbiamo partecipato a concerti in luoghi mozzafiato, visitato mostre e scoperto Firenze attraverso l’arte, la lingua e le sue tradizioni. Ricordo di essere rimasta in silenzio, accanto ai miei nuovi amici, davanti alle opere di una mostra dell’AEF: un momento che mi ha ricordato quanta creatività esisteva proprio all’interno della nostra comunità.
Queste esperienze mi hanno insegnato molto più dell’italiano. Mi hanno insegnato ad ascoltare culture diverse, a vivere il momento, ad accogliere le persone anche quando il tempo insieme è breve. Ho scoperto la bellezza delle connessioni intergenerazionali, qualcosa che nella vita quotidiana è raro ma che all’AEF nasce spontaneamente.
Studiare all’AEF non ha solo migliorato il mio italiano—ha cambiato il mio modo di vedere il mondo.
AEF non è solo una scuola: è una comunità. Un luogo che ti accoglie, ti ispira e rimane con te anche quando te ne vai.
