L’ARRIVO
Non sapevo che una città potesse guardarmi prima che io imparassi a vederla.
Prima che capissi come amarla, Firenze già mi stava leggendo l’anima.
Sono arrivata con l’anima avvolta nel silenzio,
con parole che ancora non sapevo dirmi.
Non venivo a cercare nulla.
Venivo, forse, a perdermi.
E in quel perdermi…
ho iniziato a riconoscermi.
E ho finito per trovare parti di me che non sapevo stessero aspettando di essere viste.

